È una domanda che arriva spesso nel forum di Lynda:
“Sto facendo la stessa dieta di una mia amica, ma io non vedo risultati. Perché per lei funziona e per me no?” .
Il corpo non funziona per “copia e incolla”. Una dieta non è una ricetta universale e non funziona nella stessa identica maniera per tutte. Ecco perchè.
A cura di Redazione Lynda.
Intervista alla dottoressa Gaia Biondini, nutrizionista esperta di menopausa e ideatrice del Metodo VitaSana VitaGaia.
Ogni donna ha un metabolismo diverso
Anche due gemelle identiche hanno un metabolismo completamente diverso, e in menopausa questa differenza si amplifica ulteriormente, perché cambia l’assetto ormonale e quindi anche il modo in cui il corpo risponde al cibo e al movimento. Questo significa che copiare il piano alimentare di una amica, anche se sembra funzionare benissimo per lei, raramente porta agli stessi risultati.
La variabile non è solo l’attività fisica, che pure conta. Infatti, una donna che va in palestra tre volte a settimana ha una massa muscolare maggiore e consuma naturalmente di più. Ma è solo un piccolo tassello di un quadro molto più complesso.
Personalizzazione, non restrizione
La parola d’ordine in menopausa è personalizzazione, cioè è la dieta che si deve adattare alla donna, non la donna alla dieta. Gli ormoni infatti, a volte contano molto, molto di più delle calorie. E poi c’è tutta la nostra vita, il nostro stile di vita. Cosa significa in pratica? Un protocollo alimentare corretto deve tenere conto di molti fattori. Ad esempio:
- Metabolismo e dispendio energetico: età, livello di attività fisica, massa muscolare e consumo calorico individuale.
- Composizione corporea: corpo ginoide (accumulo nelle gambe e fianchi) o androide (accumulo addominale), con rischi metabolici diversi.
- Stato ormonale: pre-menopausa, menopausa iniziale o menopausa conclamata: ogni fase richiede un approccio diverso.
- Microbiota intestinale: i miliardi di batteri nel nostro intestino influenzano digestione, peso e benessere generale.
- Farmaci assunti: alcune terapie possono influenzare il metabolismo e vanno considerate nel protocollo.
- Stile di vita e preferenze: turni di lavoro, vita familiare, gusti personali: la dieta non deve diventare un’altra fonte di stress.
Cosa evitare per ridurre i sintomi della menopausa?
Esistono alcuni comportamenti alimentari che valgono per tutte le donne in menopausa. In particolare, la sera, alcuni alimenti tendono ad amplificare i sintomi tipici — vampate, disturbi del sonno, fame nervosa, stanchezza il giorno dopo — e andrebbero limitati o evitati:
Zuccheri semplici: Merendine, dolci, snack industriali, biscotti: ok in un’alimentazione sana, ma non la sera prima di dormire.
Alcol: Vasodilatatore, aggrava le vampate e blocca la combustione dei grassi. Classificato dallo IARC – Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro – tra i sicuri cancerogeni.
Pasti molto pesanti: Cibi ricchi di condimenti o salse rendono difficile addormentarsi e aumentano l’infiammazione.
Eccesso di carboidrati raffinati: Pasta bianca o pane bianco in quantità elevate a cena favoriscono infiammazione e accumulo di grasso addominale.
Infine, il sonno è un pilastro fondamentale della dieta e della gestione dei sintomi in menopausa. Infatti, dormire male peggiora tutti i sintomi il giorno successivo, in un circolo vizioso che si autoalimenta.
Questo articolo si basa sui contenuti dell’intervista condotta da Liana Zorzi, giornalista scientifica e responsabile della comunicazione di Lynda.